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sabato 18 ottobre 2008

PERU'

e allora......
eccole qui, sono arrivate e molto volentieri le pubblico, così ci coinvolgono nel loro viaggio...
ricordate? i promessi sposi che questo sito ha fatto conoscere a tutti gli affezionati della LUMACATA?, ma certo: Jessica e Floris.
Sono stati di parola, gli avevo chiesto un ricordo del loro viaggio di nozze e loro mi hanno inviato delle bellissime foto che voglio condividere con tutti i navigatori.
Ho dovuto dividere in blocchi tutto il materiale perchè mi diventava difficile la gestione del post e quindi sarà come percorrere un viaggio a puntate ma sarà sicuramente bello lo stesso.
Ci sono delle foto con delle didascalie chi vuole leggerle non dovrà fare altro che cliccare sulla foto e questa si aprirà a schermo pieno, per ritornare al blog fare attenzione di cliccare sulla freccia verso sinistra sullo schermo in alto a sinistra appunto.

Buon viaggio....


Il Perù (in spagnolo: Perú, in quechua: Piruw, in aimara: Piruw) è una nazione (1.285.220 km², 27.949.630 abitanti, capitale Lima) dell' America meridionale.
È una Repubblica presidenziale, l'attuale capo di Stato è Alan Garcia.
Confina a nord con Ecuador e Colombia, a est co
n Brasile e Bolivia, a sud
con Cile, a ovest con l'Oceano Pacifico.
La lingua ufficiale è lo spagnolo. Il quechua e l'aymara,
lingue indigene parlate prevalentemente nella regione andina,
sono riconosciute localmente come ufficiali
dove il loro utilizzo è effettivamente prevalente.
In Perù vige il sistema metrico decimale; unica eccezione la benzina, che viene venduta a galloni.
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 
 
 

continua...

il MACHU PICCHU

prendiamo il treno e... via per un viaggio nella storia...


Il Machu Picchu è un sito archeologico inca situato in Perù, nella valle dell'Urubamba, a circa 2.430 m.s.l.m.. Il nome, deriva dai termini quechua, machu (vecchio) e pikchu (cima o montagna).
Fa parte dei Patrimoni dell’umanità stilati dall'UNESCO. Nel 2003, più di 400mila persone hanno visitato le rovine e l'UNESCO ha espresso preoccupazione per i danni ambientali che un tale volume di turisti può arrecare al sito.
Le a
utorità peruviane, che ovviamente ricavano dei notevoli vantaggi economici dal turismo, sostengono che non ci siano problemi e che l'estremo isolamento della valle dell'Urubamba sia, da solo, sufficiente a limitare il flusso turistico. Periodicamente viene proposta la costruzione di una funivia per raggiungere la città dal fondovalle, ma finora la proposta non è passata. La località è oggi universalmente conosciuta sia per le sue imponenti ed originali rovine, sia per l'impressionante vista che si ha sulla sottostante valle dell'Urubamba circa 400 metri più in basso.
Nel 2007 Machu Picchu è stato eletto come una delle Sette meraviglie del mondo moderno.






continua...

Isole BALLESTAS

qui si stà nella natura incontaminata, in mezzo a specie animali che fanno dire: "qui è meglio che all'acquario" (ah, ah, ah (n.d.a.))

La Baia di Paracas, situata a circa cinque Km da Pisco e trasformata in riserva naturale, è il punto di partenza per la visita alle Isole Ballestas dove vivono molti leoni marini e varie varietà di uccelli. Navigando verso le isole si può ammirare il famoso "candelabro", alto più di 150 metri e largo 50, inciso nella parete rocciosa di una scogliera. Non si sa esattamente chi abbia eseguito il disegno né il suo significato ma molte sono le teorie che lo riguardano. Alcuni lo collegano alle più famose Linee di Nazca, altri vi vedono l'immagine stilizzata di
un cactus, simbolo di potere nella cultura chavinica la cui influenza si estese in gran parte del Perù. Altri ancora sostengono si trattasse di un riferimento per gli antichi naviganti mentre alcuni scienziati hanno ipotizzato l'esistenza di un collegamento fra la gigantesca incisione e la costellazione della Croce del Sud.La riserva naturale si estende alle Isole Ballestas, dove leoni marini, pinguini e molte varietà di uccelli si offrono agli obiettivi delle macchine fotografiche dei turisti. (dal sito Viaggi nel Mondo)
continua...

le Linee di NAZCA

...e qui entriamo nella "fantascienza"?

Le Linee di Nazca sono dei geoglifi, linee tracciate sul terreno, del deserto di Nazca, un altopiano arido che si estende per una cinquantina di chilometri tra le città di Nazca e di Palpa, nel Perù meridionale. Le oltre 13.000 linee vanno a formare più di 800 disegni, che includono i profili stilizzati di animali comuni nell'area (la balena, il pappagallo, la lucertola lunga più di 180 metri, il colibrì, il condor e l'enorme ragno lungo circa 45 metri). Essi furono tracciati durante la fioritura della Civiltà Nazca, tra il 300 a.C. ed il 500 d.C.
Le linee sono tracciate rimuovendo le pietre contenenti ossidi di ferro dalla superficie del deserto, lasciando così un contrasto con il pietrisco sottostante, più chiaro. La pianura di Nazca è ventosa, ma le rocce della superficie assorbono abbastanza calore per far alzare l'aria proteggendo il suolo. Così i disegni giganti sono rimasti intatti per migliaia di anni. Ai margini della Pampa, gli archeologi hanno scoperto la città cerimoniale dei Nazca, Cahuachi, da cui si ritiene provenissero gli artefici delle linee.
Le linee sono state avvistate con chiarezza solo dall'avvento dei voli di linea sull'area, casualmente, nel 1927 da Toribio Mija; quindi furono studiate, nel 1393, da Paul Kosok, u
n archeologo americano; ma solamente dal 1946, la tedesca Maria Reiche, diede un importante contributo di studi sul loro significato.
Phyllis Pitluga, una ricercatrice dell'Alder Planetarium, di Chicago scoprì, studiando il rapporto tra le linee e l'astronomia, che il ragno gigante rappresentava la costellazione di Orione, mentre le linee rette circostanti rappresentavano le tre stelle della cintura di Orione. Lo zoologo Tony Morrison studiò le linee con Gerald Hawkins; nel suo libro
del 1978 Pathways to the Gods, riporta una citazione del magistrato spagnolo Luis de Monzon che, nel 1586, parlava delle pietre e delle antiche strade vicino a Nazca:

« I vecchi indiani dicono [...] di possedere la conoscenza dei loro antenati e che, molto anticamente, cioè prima del regno degli Incas, giunse un altro popolo chiamato Viracocha; non erano numerosi, furono seguiti dagli indios che vennero su loro consiglio e adesso gli Indios dicono che essi dovevano essere dei santi. Essi costruirono per loro i sentieri che vediamo oggi. »
Questa potrebbe essere una chiave che permette di spiegare il mistero delle linee di Nazca: il leggendario eroe-maestro Viracocha, noto anche come Quetzalcoatl e Kontichi, il cui ritorno era ancora atteso al momento dello sbarco di Cortés. Gli "antichi in
dios" disegnarono figure poiché pensavano che Viracocha sarebbe tornato, questa volta scendendo dal cielo. I disegni rappresentavano dei segnali.

Sono molte le ipotesi su come i Nazca abbiamo disegnato le linee e sul loro reale significato, spaziando tra quelle più plausibili a quelle più fantasiose. Quella, comunque, più accreditata e realistica induce a pensare che gli antichi peruviani abbiano dapprima realizzato disegni in scala ridotta che sarebbero stati successivamente riportati ingranditi sul terreno con l'aiuto di un opportuno reticolato di corde (in maniera simile a come fece Gutzon Borglum, l'artista che scolpì i volti dei Presidenti statunitensi sul monte Rushmore). Inoltre, non è del tutto esatto il fatto che le linee non si possano osservare da terra: infatti ci sono molte colline e montagne nell'area di
Nazca che avrebbero permesso agli artisti di osservare il proprio lavoro in prospettiva. C'è da tener presente anche che, sicuramente, appena disegnate, le linee dovevano essere ben visibili, di colore giallo brillante, come le impronte recenti di pneumatici che passano nella zona.



continua....

il lago TITICACA

...e per finire un "tuffo" nel lago...

Il Titicaca è un lago (8.330 km²) situato tra Bolivia e Perù. È il lago navigabile più alto del mondo (situato a 3.812 m sopra il livello del mare).
Il lago Titicaca prende il suo nome dall'isola chiamata Intikjarka, parola che deriva da due parole aymara e quechua: Inti ovvero Sole e kjarka ovvero masso rupestre.Un'altr
a ipotesi sostiene che derivi da Titi ovvero gatto o puma e kaka, cioè pietra. Il tutto significherebbe quindi puma di pietra, in quanto dall'alto, il lago avrebbe la forma di un puma che caccia una viscaccia (roditore ella famiglia dei cincillà).
Il Lago Titicaca misura 204 km di lunghezza per 65 di larghezza massima, ed occupa una area di 8.562 km², dei quali 4.772 km² sono in Perù e 3.790
km² in Bolivia.È formato da due bacini d'acqua separati dallo Stretto di Taquina. Il più grande, situato a nord è denominato Lago Mayor o Chucuito, ha una superficie di 6450 km² e possiede la massima profondità del lago (-281 m) vicino all'Isola di Soto. L'altro bacino più piccolo è chiamato Lago Menor o Huiñamarca, è situato a sud e possiede una superficie di 2.112 km², ed una profondità massima di -45 metri.È situato ad una altitudine di 3812 metri sopra il livello del mare, ed è il lago navigabile più alto del mondo. Grazie alla purezza dell'acqua, il lago è particolarmente trasparente (da 15 a 65 metri), e la qualità della luce è eccezionale; le montagne paiono molto vicine, distano invece circa 20 o 30 km dal lago.


le informazioni geografiche sono state raccolte da Wikipedia, l'enciclopedia in Internet.
Grazie a Jessica e Floris che oltre alle foto mi hanno fatto ripassare la geografia e mi hanno fatto viaggiare con la fantasia .
FINE

lunedì 13 ottobre 2008

Un tuffo nel passato

Prosegue il viaggio nella Valcerusa, e questa volta, per farlo, ho approfittato dell’amicizia e della memoria di ferro di Lino che in un modo frizzante e al tempo stesso spassoso ha ripercorso la valle, da Voltri a Fiorino soffermandosi su cosa c’era e cosa si trovava lungo la strada.
Una considerazione la voglio fare: io a quegli anni neanche sapevo dove stavo, ma leggere i nomi, i soprannomi, leggere del numero estremamente alto di osterie, giochi da bocce, negozi alimentari e fabbriche mi vedo passare davanti centinaia di persone. Per un certo periodo alcune di quelle persone che leggerete qui sotto me le ricordo anch’io (a partire dal 1958 ho sempre vissuto qui) e adesso quando passo da Centurione per andare a casa vedo un paese spento e ogni tanto il ricordo va a quando c’erano i bar, i negozi, la gente per la strada, noi che giocavamo al pallone in mezzo alla strada e ogni tanto ci fermavamo perché avevano aperto il passaggio a livello in fondo al canale e arrivavano tre o quattro macchine una dietro l’altra. A me piace molto ricordare queste cose e sentire raccontare anche di cose che non ho vissuto ma che fanno parte della vita della Valcerusa. Per questo ringrazio Lino Puppo per la collaborazione e spero di avere ancora materiale da proporre su questo blog, convinto che a tanti faccia piacere ripercorrere la storia della nostra valle e a quelli che invece non sono "di qui" raccontare gli eventi, i personaggi e i luoghi sia un modo per passare un po di tempo in nostra compagnia... e chissà... un pò di curiosità per venirci a trovare.


DELLE OSTERIE, DELLE BOTTEGHE E DELLE FABBRICHE DEGLI ANNI '40/'50

La Valcerusa,o meglio, “u canà de Frabbriche” è un susseguirsi di queste tre realtà.
Percorriamola ricordando che le sponde di un torrente o fiume si determinano mettendo le spalle alla sorgente.
Iniziando a Sx troviamo “u casottu”,struttura in legno a sbalzo sul torrente,colà se richiede un toast “u Rubin” se lo dimentica in macchina e immancabilmente si brucia,venti metri più avanti vi è un’oster
ia in via di chiusura,proseguendo sino al passaggio a livello troviamo l’osteria “u Cimbù”,quando il treno non arriva,e succede sempre, ci scappa una bevuta e te la serve Aldovino sempre in maniche di canottiera anche in inverno. Avanti verso un commestibili e l’osteria “u Munferrin” che ha rilevato la licenza da una delle due osterie di Chiale,(luciou) quindi arriviamo dal ponte della portineria dell’Ilva e colà si trova un casotto a sbalzo che funziona da osteria ed è gestito da “Riccu”,belli gli sgambelletti. Questo stabilimento,Ilva, è una pietra miliare nell’economia di Voltri ed oltre,esso è sorto dalle ceneri della metallurgia Tassara & C ;una chicca: Ilva è l’antico nome dell’isola d’Elba da dove si estrae il ferro,materiale fondamentale per il funzionamento dello stabilimento. L’insediamento occupa ambedue i lati collegati da un ponte ferroviario,i prodotti vengono spediti con una linea ferroviaria stradale in simbiosi con quella del tram. Altra chicca:il trenino fa testa/coda in un punto che si chiama “bullu du can”.
Risalendo arriviamo su uno spiazzo dove possiamo vedere i resti del “fiadù”(filatoio) abbiamo un falegname,un ortolano “Campiun” e l’osteria “Gein”,un consiglio: non dite che il vino non è buono e di cambiarvelo,lo porterà in cantina e ve lo riporterà pari pari.
Proseguendo arriviamo in località Prou. Da qua la vecchia pedonale biforca da una parte troviamo le “crose”,dall’altra ai piedi della collina si nota ancora la vecchia stradina che portava sino in fondo a via Chiale (Tasmellin-Santa da gea). Ritorniamo al Prou,qui troviamo lo Jutificio Montega
zza di proprietà di uno spezzino,sul terreno possiamo leggere davanti al cancello di ingresso la scritta JM scritta con pietre di mare di colore differente dalle altre. Questo opificio fabbrica sacchi di juta.
Al km.1 a Sx c’è l’acquedotto Nicolay ed a Dx troviamo la Self. Chi abbia sottomano una cartina topografica noterà che la zona è chiamata Fulle che in passato era un posto militarmente importante. Proseguiamo: i più attenti avranno notato che nel greto del torrente all’altezza della fine delle “crose” verso Fabbriche in certe occasioni si possono notare i basamenti di un vecchio ponte in legno che collegava le due stradine, appena ci siamo spostati dal lato Dx siamo su un campetto da calcio e li si svolgono i tornei dei bar (e quando il pallone va nel torrente ci va chi ce lo ha gettato). Proseguiamo sempre dal lato Dx e passando dietro alla cartiera Pescetto (dicono che arriverà la Mondadori) ci fermiamo nell’osteria (Loeggia.O no?)


Prima di guadare il torrente per visitare la zona dopo la cabina elettrica Cieli troviamo una filatura (ex cartiera) con tanto di ciminiera,e da qui inizia la frazione di Chiale con i primi quattro numeri civici.
Passiamo il greto a fianco ad un tombarello di sabbia trainato da un cavallo stanco
Nota di servizio: dopo che è piovuto tanto e l’acqua è in parte diminuita si possono vedere i passatori che fanno dei piccoli coni di sabbia per determinare il diritto a setacciare il greto;alcune donne inginocchiate lavano i panni nel torrente.
Spostiamoci sul lato Sx e retrocediamo sino in zona “Scarsi”dove c’è l’osteria Bedin ed annesso gioco da bocce e biliardo, ci sono due “caeghè”,Giggiu u ferrà.Delizioso quel teatrino che d’estate si esibisce sullo spiazzo davanti, da notare che un po di spilorci vanno dall’altra parte del torrente per non dare l’obolo.

Avanti, altro caeghà (Tugnin) davanti al quale su della terra di riporto vediamo i trogoli ,i cessi ed il gioco da bocce (i portamale dicono che prima o poi tutto andrà a finire in mare) dall’altro lato della strada un salone dove spesso si balla con l’organizzazione di Michele Sutto.
Tirem innanz! Osteria Maxellee,macello “du Diau”,osteria Stevin de Benardu con forno ,commestibili ed ammeniccoli vari. Nella curva di Centurione troviamo l’osteria “u Strupellu” e televisione per vedere il giovedì lascia o raddoppia,altro commestibili, latteria e macelleria suina (i porci vengono uccisi nel torrente,l’altra volta uno è scappato loro con un coltellaccio piantato nel collo con grida strazianti). Davanti abbiamo la cartiera “du Nuvanta”,la quale ha sostituito una filatura che a sua volta sostituiva una cartiera,qua dentro si fabbrica carta da rifascio con simbolo Sant’Antonio nella filigrana; proseguiamo:attenzione è venuto giù 50 metri di muraglione sulla “muntà”.
Al cippo dei Km.2 stanno costruendo ,fra un fallimento e l’altro, la strada che collegherà con la chiesa di Chiale,possiamo vedere all’opera un trio niente male!Ippo,Bribò e u Ciain (non guardate chi con un sacco di cemento va verso casa:lo fa perché c’e vento) E’ notizia certa che porteranno la cassa della Madonna a spalle sul sentiero che va Santa da gea sino alla chiesa e faranno una missione.
A Chiale troviamo due osterie in fase di smobilitazione:”u luciou” la cui licenza andrà al Munferrin e “u Luvin” la cui licenza sarà ceduta al PCI di Fabbriche per la costituenda sezione al motto:Un campanile,una sezione. Chiale ha una cellula PCI.
A Perogrosso,un gruppo di case che con “u rusca” erano antichi opifici,troviamo l’immancabile osteria/commestibili e una barberia. Dai Girumin solito trio:osteria,alimentari e gioco da bocce.
A Sanlorenzo per andare sul lato Dx dobbiamo passare un ponte con assi di legno malpresi nientamale, rimaniamo a Sx e abbiamo la “darsena”dove due svizzerotti,tali Wax e Vitale hanno impiantato una fabbrica di alimentari (bella la ciminiera).
Tosto si arriva a Luceto con due osterie,due alimentari,un parrucchiere. Notiamo la sede Anpi Fabbriche dove si balla spesso e nel ‘59 nascerà “la lumacata”(dicono che durerà negli anni). Abbiamo la filatura Spotorno che ‘fila’ con alterne fortune;da poco è arrivata da Pra (?) una maestrina esigente:Rosa Sacco.

Arriviamo nella capitale della valle,Fabbriche.
Rivo pila (prende questo nome perché qui si mettevano ad asciugare le pile di carta):
Troviamo un parrucchiere (Tilullu) e commestibili,un ciabattino e le mitiche “Saee”
Davanti abbiamo la merceria,il ferramenta,un’osteria,una macelleria ed un’altra attività multipla:osteria,forno,alimentari e annesso gioco da bocce (a proposito: il cerotto che “Giasintu” ha perso è stato trovato,era nella focaccia).
Avanti.Jutificio Vigo,parrucchiere,osteria del Pci,macello Piin,altro alime
ntare,vicino alla Chiesa abbiamo “u Burichittu”,alimentari i,quindi “u Fadu”alimentari.
Le fabbriche a Fabbriche non hanno soluzione di continuità (e se no perché si è chiamata così!) ,qui siamo al massimo della concentrazione,purtroppo delle dicianove fabbriche a pettine ,in funzione ne rimane una:cotonificio Tomaselli. Qui si fabbricano garze per uso sanitario,mitici i suoi filatoi Sangiorgio.
In questi opifici quando Voltri esportava in tutta l’Europa qui si fabbricava una carta ricercata che aveva in filigrana la stilizzazione del bric di fronte :Castelnegro o Castelnero che dir si voglia.
A Sanbugo,vicino ad uno dei cinque campanili della Valcerusa ,osteria.
Ed infine,Fiorino. Due negozi alimentari,un tabacchino,due osterie,una macelleria e sul lato Dx un’osteria ed un mulino dove si porta il grano a macinare. E cartiera.
Con un po’ di attenzione si noterà un tetto di forma particolare: a forma di barca rovesciata. Costruzioni come questa la troviamo in località Prou,all’Acquasanta e in località Terralba di Arenzano. Le ha fatta costruire un amante del mare che “ha fatto i soldi”
Mi è venuto sete. Vado alla sorgente dell’acqua solforosa!


P.s. Quando inventeranno i siti internet ,e Ray Tomlinson vi avrà messo la chiocciola,il mio lo chiamerò:
Lino.foxtrot @ alice.it

venerdì 10 ottobre 2008

una vallata, tre parrocchie

Sembrerà strano che in un sito di questo tipo si possa parlare di parrocchie, chiese, ma visto che vogliamo far conoscere la nostra vallata è giusto, per chi viene da fuori, presentare i nostri territori in tutti i suoi aspetti, sia ludici che con vere e proprie escursioni anche in luoghi che a noi, avendoli tutti i giorni sotto gli occhi, sembrano secondari ma che riservano molte sorprese sia storiche che artistiche... e quindi andiamo a conoscere...

LA PARROCCHIA DI SAN LORENZO IN CHIALE

posizionata in una zona dominante tra le frazioni di Centurione e Perogrosso, con alle spalle le case sparse di Chiale alto, è la prima chiesa che si incontra percorrendo Via delle Fabbriche sulla sinistra salendo verso Fiorino,è stata edificata nel 1901 ed è parrocchia dal 1944di lei si parla già dal lontano 1380 in località Claro, poi divenuta Chiale, come succursale di S.Erasmo di Voltri. Gli abitanti del luogo dopo quarant'anni di trattative ottennero una cappella intitolata a S.Lorenzo che l'allora Cardinale Stefano Durazzo benedisse il primo agosto del 1643.

Nel 19oo e precisamente il 12 agosto venne benedetta la prima pietra per la costruzione della nuova chiesa dal rettore sacerdote Angelo Bruzzone a cui in seguito è stata dedicata la piazza.

In soli 10 mesi la chiesa fu costruita nello stesso luogo dove era sorta la cappella nel secolo XVII su disegno dell'ing. Cuneo.

Il commendatore Giovanni Tassara offrì alla chiesa sia la facciata che il campanile. La domenica del 23 dicembre del 1907 furono benedetti dall'arcivescovo. Con decreto arcivescovile il 29 dicembre 1943 con decorrenza dal 6 gennaio 1944, la chiesa venne dichiarata parrocchia.

Su bozzetti del sacerdote-pittore Francesco Boccardo la chiesa presenta un mosaico a due vetrate dietro l'altare maggiore, ai lati, più recenti, due trittici dello stesso artista raffiguranti due episodi "Il Padre misericordioso" e "La Cena disertata"

Quattro statue raffigurano S.Benedetto, S.Francesco d'Assisi, S.Caterina da Genova e S.Carlo Borromeo scolpite nel marmo dal prof. Valdieri Pastelli e dal figlio Giovanni. Furono benedette il 4 maggio 1986.

Invece nel centro di Fabbriche, incastrata tra antichi palazzi troviamo

SAN BARTOLOMEO DELLE FABBRICHE

che è stata edificata nel 1700 ed è parrocchia dal 1897, con un primo documento che nomina la cappella del 20 novembre 1638 con il quale si concedeva la messa domenicale ad eccezione di Pasqua e Natale da parte del Vicario Generale.

Il nobile Bartolomeo Donghi nel 1681 assicurava alla chiesetta una messa giornaliera. Gli Adorno ne ebbero il patronato nel 1747 secondo il Cabella; nel 1734 secondo i Remondini; nel secolo XV secondo il Novella. I nuovi padroni nel 1786 erano diventati i Spinola e il 23 settembre dello stesso anno il patrono Cristoforo Spinola fu Domenico chiedeva al Vicario generale che la cappella venisse eretta a succursale di S.Erasmo per poter conservare il Santissimo. L'arciprete di S.Erasmo diede parere favorevole. La cappella rimase succursale fino al 1897

Ai patroni Spinola seguirono i Centurione, quindi i conti Sacchi-Nemours. Il 28 luglio 1897 dall'arcivescovo Tommaso Reggio la chiesetta fu smembrata da S.Erasmo ed eretta a parrocchia indipendente.

Da questo momento iniziò la trasformazione dell'edificio ad opera del rettore Francesco Ferrea. Edificò prima la navata centrale con l'altare maggiore e il coro, poi la navata sinistra con la sacrestia. Altri lavori in seguito: nuovo altare dedicato a S.Caterina Fieschi Adorno, due pile per l'acqua santa il battistero e il magnifico pulpito in finissimo marmo intarsiato dall'artista Francesco Burlando.

Proseguendo poi il nostro cammino arriviamo all'ultima Parrocchia che troviamo sul percorso. siamo a Fiorino, un posto già giudicato da altri come "piccola Svizzera", e ci imbattiamo, al termine di una piccola salitella, con la Parrocchia di

SAN MICHELE DI FIORINO

edificata nel 1881 e quindi la più giovane fra le tre e la più piccola.

La cappella primitiva, comunque, sorse nel 1683. Dall'archivio storico si legge che il 27 aprile di quell'anno un gruppo di abitanti di Fiorino si tassarono per costruire la Cappella e si preoccuparono anche della scelta del posto dove doveva nascere. Lo stesso anno, il 16 luglio, per decreto, l'arcivescovo Giulio Vincenzo Gentile, faceva benedire la cappella dall'arciprete di S.Erasmo in Voltri, sac. Michelangelo Agnese. Da quel giorno, a parte natale e Pasqua, veniva celebrata la S.Messa.

Divenuta cappella laicale sotto la protezione del Senato di Genova, nel 1770, col suo consenso chiese alla Curia di Genova di essere succursale di S.Erasmo e quindi avere il battistero, la custodia del Santissimo e un cappellano. Tutto ciò fu concesso il 19 novembre 1770. Nel 1837 Fiorino ebbe anche un cimitero proprio. Nel 1855 la cappella fu affidata al sac. Luigi De Cavi di Pontedecimo e questi ne fu anche il primo Parroco.

Essendo la cappella molto piccola e divenuta insufficiente per la popolazione, il Parroco progettò un ingrandimento. Negli anni 1858 - 1860 sorse la nuova chiesa, sorretta da otto colonne, senza campanile, che fu eretto in seguito.

La chiesa restò succursale fino al 1881. Divenne parrocchia con l'arcivescovo Salvatore Magnasco con decreto del 15 settembre 1881. Questo fu reso possibile grazie alla generosità della signora Angela Canepa Martini che provvide alla costruzione della mensa parrocchiale.

Nella chiesa di Fiorino si venera la Madonna della Provvidenza raffigurata in una grossa statua lignea posta sull'altar maggiore. La statua fu scolpita nel 1636 da G.B.Bissone detto il Veneziano per il Duomo di S.Lorenzo dove ne fu messa una di bronzo. La statua di legno fu trasferita nella chiesa di S.Bernardo del voto, finchè venne acquistata dal sig. Andrea Costa per la chiesa di Fiorino, vi giunse nel 1858, portata dal sac. De Cavi.

Il 31 maggio 1959, il card. Giuseppe Siri incoronava la statua della Madonna, quindi consacrava le campane e della parrocchia al Cuore Immacolato di Maria.


foto e i testi dei cenni storici sono tratti dal sito dell'Arcidiocesi di Genova


mercoledì 1 ottobre 2008

un pò di nostalgia

Oggi è il primo di ottobre, San Remigio. Vi ricorda niente?? ma si certo oggi, parecchi anni fa, per quelli della mia generazione era il primo giorno di scuola. Anche noi eravamo dei "remigini", addirittura la televisione festeggiava questa data collegandosi con Bologna, mago Zurlì e il Piccolo Coro dell'Antoniano e si festeggiava questo avvenimento. Che bei tempi, lo dico con una punta di rimpianto, qui nella Valcerusa c'erano ben tre scuole, Fiorino, Fabbriche, Perogrosso (io sono della generazione che ha frequentato per un anno addirittura la scuola vecchia di Perogrosso, che ha scritto con i pennini e il calamaio).

Naturalmente non voglio aprire discussioni sulle varie vicissitudini delle scuole, le conosciamo tutti e i tempi, i modi, il numero di bambini sono radicalmente cambiati. Ho voluto solo fare una riflessione sul giorno, un pò speciale che oggi, con gli inizi scolastici decentrati regione per regione (ma quasi tutte le scuole iniziano nella prima quindicina di settembre) ha perso il suo fascino:
I° di ottobre, I° giorno di scuola. Pazienza!!

mercoledì 24 settembre 2008

tabella si, tabella nò

E' di ieri la nuova Legge che impone ai locali pubblici dove vengono venduti alcolici l'esposizione della tabella su quanto possiamo bere prima di metterci alla guida di un qualsiasi mezzo. In pratica conoscendo il nostro peso corporeo possiamo capire quanto alcool possiamo ingurgitare e vi posso garantire che è proprio poco: mezzo bicchiere di vino, un quarto di amaro, un niente di cognac. Ma mica presi tutti insieme, guai! C'è un di maretta per quanto riguarda chi è obbligato ad esporre la suddetta tabella perchè sembra che debba essere presente in quei locali dove sia previsto un intrattenimento, quindi discoteche, pub. I gestori dei bar contestano il fatto di non offrire tale servizio. Lo stesso vale per il Circolo ARCI Fabbriche, a meno che qualcuno non voglia fare qualche cena accompagnata da orchestre o balli non si dovrebbe esporre la tanto discussa tabella, comunque... Comunque un consiglio spassionato: se doveste venire a Fabbriche per passare una serata gastronomicamente eccezionale fate guidare un astemio, in tutti i casi è meglio

sabato 20 settembre 2008

AUGURIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

E' passato un anno!!!
Esattamente l'anno scorso nasceva questo blog che ha voluto raccontare la 50
^ LUMACATA. Dalla mente contorta del suo autore, cioè io, con l'appoggio dello staff che ogni anno si dedica alla realizzazione della FESTA per antonomasia è partito questo "diario" telematico che mi ha dato tante soddisfazioni. Nella sua breve vita informatica ho ricevuto parecchie soddisfazioni come quella di vedere i 150 contatti verificatisi in un giorno solo (era il periodo della festa a Fabbriche, il giorno dopo la marcia podistica), sapere che il blog è letto anche fuori dai confini genovesi, essere fermato per strada per ricevere vari complimenti. Insomma, scusate questa vampata di autoincensamento, fa piacere...!!!
Fa piacere e fa andare avanti.., col nuovo anno cercherò di raccontare la Valcerusa (l'ho già scritto nei post precedenti) naturalmente anche con l'aiuto di chi mi segue, infatti aspetto tramite e-mail suggerimenti, storie, foto e quant'altro appartenga alla nostra valle.
E allora, permettetemi un...


BUON COMPLEANNO

"BLOG"

DELLA

LUMACATA FABBRICHE

mercoledì 10 settembre 2008

Voltri, la passeggiata!!!

per gli affezionati di questo blog:
venerdì, sabato e domenica (12, 13, e 14 settembre) grande manifestazione per l'inaugurazione della nuova passeggiata di Voltri.
sul blog del PD (www.pdvalcerusa.blogspot.com) tutto il programma!!!

lunedì 1 settembre 2008

si è deciso così...

...allora... il sondaggio è terminato e la maggioranza dei votanti ha scelto l'ipotesi di continuare a usare questo blog e allargare il discorso agli eventi, alle curiosità, ai personaggi e chi più ne ha più ne metta della nostra Valcerusa. Un compito piuttosto arduo, che richiede l'aiuto di tutti quelli che si collegano con questo blog. Insomma mi piacerebbe che questo spazio diventasse una specie di giornale della Vallata (naturalmente nel momento della LUMACATA la tiratura sarà tutta dedicata all'evento) e per fare questo, come ho detto, ho bisogno di vari inviati che mi potranno contattare all'indirizzo e-mail: mikegada53@alice.it.
Sarebbe mia intenzione, per prima cosa, riunire in un solo manifesto telematico, le date delle feste che si terranno nel 2009 nella nostra Valcerusa. Quindi chi è a conoscenza di date è pregato di comunicarmele così da avere già un promemoria da poter pubblicare. Aspetto e... grazie in anticipo.
Naturalmente su queste pagine mi piacerebbe raccontare tutto il positivo di quello che accade da Voltri a Fiorino e le zone adiacenti, per le cose che non vanno, lo sapete, gestisco un altro blog e quindi se ci sarà motivo l'impegno è quello di continuare ad essere presenti e critici in altra sede.

mercoledì 27 agosto 2008

ai miei amici lettori

ho trasferito il programma della Festa del PD di Genova nel www.pdvalcerusa.blogspot.com
dove è giusto che si trovi. quindi chi è interessato a conoscere gli eventi che accompagneranno i giorni della Festa vada tranquillamente sul sito.

lunedì 25 agosto 2008

ancora un giorno...

ancora un giorno per poter votare al piccolo quesito che ho posto all'inizio di agosto per capire cosa dovrò farne di questo blog. A tutt'oggi mi sembra che la volontà di chi ha espresso una preferenza sia quella di continuare a gestirlo e di parlare della Valcerusa. Ancora un pò di tempo a disposizione (stanno finendo le ferie!!! e sicuramente qualcun altro vorrà esprimere un voto).
Naturalmente il tutto va preso come un gioco e come tale dovrà continuare ad esserlo il blog: un gioco (appunto), un diario, un album di foto e ricordi. Ciao alla prossima!!!

sabato 2 agosto 2008

le ferie?... finite!!!

Eccoci qui, ritemprato nel "fisico" e nello spirito. Ho visto che il sito è stato seguito da parecchi navigatori, molto bene, fa piacere.

Una comunicazione di servizio: sono arrivati i cd sullo Speciale val Cerusa registrato da Furio e trasmesso da Telecittà nei giorni della LUMACATA. Chi l'ha prenotato sappia che lo può ritirate da me (durante la settimana sapete dove trovarmi... non voglio fare pubblicità) e invece chi ne volesse una copia me lo richieda, passerò poi l'ordine a Furio.


Insomma... ricominciamo il percorso telematico e per farlo vi chiedo un parere: la LUMACATA (a cui il blog è dedicato) fino al prossimo anno non offre altri spunti e del resto sono quasi sicuro che la 51^ non si discosterà molto dalle ultime 50, quindi che ne dite se questo blog diventasse una specie di diario della Valcerusa (lasciando sempre lo stesso link per accedervi), dove troveranno posto eventi, curiosità, personaggi e via di seguito riguardante la nostra Valle?


Ditemi cosa ne pensate, datemi consigli... aspetto

martedì 15 luglio 2008

ciaoooooooooooooo

per cause di forza maggiore, il blog, per un pò di tempo (circa 20 gg) non verrà aggiornato, anche se poi sugli aggiornamenti dovremo fare alcune considerazioni.

Volete sapere quali sono le cause di forza maggiore?!?

Il blogger và in ...

F E R I E !!!!

ci vediamo, anzi ci leggiamo, dopo il 4 agosto, ciao a tutti...

venerdì 4 luglio 2008

...e dalla riunione siamo già alla data della 51^

pronti via!!! la 51^ LUMACATA dall'11 al 15 giugno 2009!!!

per vedere la 50^ LUMACATA

Qui a fianco i "link" per vedere il filmato relativo alla 50^ LUMACATA tutte le volte che si vuole (basta cliccarci sopra e si è indirizzati ai video).
Naturalmente un enorme grazie a Paolo C. che ha riversato tutto in maniera da poterlo vedere su questo blog e Alessio S. che ha fatto tutte le operazioni necessarie per vedere i filmati.
Potenza dell'intelligenza informatica... io sono solo buono ad accenderlo il computer!!!
Grazie Paolo, grazie Alessio.

mercoledì 2 luglio 2008

sono le 22 e 53 e ho appena finito di vedere su Telecittà il servizio sulla LUMACATA.
Bello!! proprio bello, fa venire nostalgia. In effetti mi mancano quelle serate, come mi mancano i rumori, i sapori, gli odori di cinque giorni intensi tra la gente, i giovani, gli amici e i compagni (lo posso dire tranquillamente).
La LUMACATA è sicuramente una Festa importante, qualcuno ha detto la più importante della Valcerusa (un pò di sano campanilismo non guasta mai)... sicuramente è la prima, in ordine cronologico che da il via a tutte le altre manifestazioni della Vallata.
E da qui parte un vero augurio di buon lavoro a tutti quei volontari che si troveranno impegnati ad organizzare, preparare, gestire le varie sagre, le feste parrocchiali e altre iniziative.
La Valcerusa è viva!!!
...ah, dimenticavo,... bravo Furio, bel lavoro!